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9. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: POST MODERNISMO. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

Un approccio postmoderno appare enfatizzare la collaborazione e la costruzione condivisa di significati tra psicologo e paziente. Questo approccio risulta efficace nel promuovere una relazione terapeutica paritaria, dove il paziente è visto come un esperto della propria esperienza, facilitando così il cambiamento attraverso narrazioni personali e contestuali (Sundet, R. (2012). Postmodern-oriented practices and patient-focused research: possibilities and hazards. Journal of Systemic Therapies, 31(2), 75–86. https://doi.org/10.1521/jsyt.2012.31.2.75)​:contentReference[oaicite:0]{index=0}). 

L’approccio postmoderno applicato a interventi di orientamento professionale di gruppo con studenti svantaggiati risulta migliorare l’autostima, la chiarezza sugli obiettivi futuri e le capacità decisionali. Questo approccio appare valorizzare le risorse individuali in una visione positiva delle proprie capacità (Alexander, D., Seabi, J., & Bischof, D. (2010). Efficacy of a Post-modern Group Career Assessment Intervention of Disadvantaged High School Learners. Journal of Psychology in Africa, 20(3), 497–500. https://doi.org/10.1080/14330237.2010.10820405)​:contentReference[oaicite:1]{index=1}). 

La terapia breve focalizzata sulla soluzione, un approccio postmoderno, si è dimostrata efficace nel migliorare l’autoefficacia degli adolescenti. Questo risulta avvenire attraverso la valorizzazione delle loro risorse, l’individuazione di eccezioni al problema e la costruzione collaborativa di obiettivi raggiungibili (Duff, T. L. (2013). Empowering Adolescents Through Solution-Focused Counselling: The Experiences of New Zealand Adolescents. University of Canterbury)​. 

L’approccio postmoderno nella pratica clinica risulta valorizzare le storie personali dei pazienti, permettendo loro di reinterpretare le proprie esperienze. Questo metodo appare favorire la creazione di nuovi significati e strategie di coping più adattive (Jacobs, L. (2010). Untitled. Journal of Constructivist Psychology). 

Un approccio postmoderno di tipo narrativo risulta facilitare l’individuazione di “marcatori” narrativi ed emotivi, segnali chiave che aiutano lo psicologo a identificare momenti cruciali nel percorso terapeutico e ad attuare interventi mirati ed efficaci. Questo approccio lavora in modo strutturato sulle narrazioni personali del paziente, favorendo una maggiore consapevolezza di sé e una profonda ristrutturazione emotiva (Angus, L. E., & Greenberg, L. S. (2011). Narrative, emotion, and the construction of meaning in psychotherapy: A dialectical-constructivist approach. American Psychological Association). 

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8. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: UMANISTICO ESISTENZIALE. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

L’approccio umanistico-esistenziale applicato all’orientamento della carriera risulta promuovere autodeterminazione e scelte più autentiche. Pare che una profonda esplorazione delle emozioni, dei valori e delle aspirazioni, trasformino la carriera in un mezzo di espressione personale e significato esistenziale. (Bloland, P. A., & Walker, B. A. (1981). Applicazione dell’approccio umanistico-esistenziale all’orientamento alla carriera professionale. Dipartimento di Counseling, University of Southern California.) 

La terapia umanistica-esistenziale si è dimostrata efficace nell’intervento con i bambini. Sembra che favorisca un miglioramento significativo nell’autoregolazione emotiva, nella resilienza e nella gestione dei traumi derivanti da esperienze stressanti. (Vos, J., Craig, M., & Cooper, M. (2015). Existential Therapies: A Meta-Analysis of Their Effects on Psychological Outcomes. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 83(1), 115–128.) 

Un intervento umanistico-esistenziale applicato in ambito scolastico ha dimostrato di ridurre la sofferenza psicologica negli adolescenti. Pare che gli studenti migliorino nella gestione del disagio emotivo e riducono i comportamenti disfunzionali, facilitando un adattamento sociale positivo. (Classen, C., Koopman, C., Angell, K., & Spiegel, D. (2001). Supportive-expressive group therapy and distress in metastatic breast cancer: A randomized clinical intervention trial. Archives of General Psychiatry, 58(5), 494–501.) 

Un intervento umanistico esistenziale nei pazienti oncologici risultano migliorare significativamente il benessere esistenziale, la speranza e autoefficacia (Bauereiß, N., Obermaier, S., Özünal, S. E., & Baumeister, H. (2018). Effects of existential interventions on spiritual, psychological, and physical well-being in adult patients with cancer: Systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Psycho-Oncology, 27(11), 2531–25.). 

L’approccio umanistico-esistenziale negli interventi con le coppie ha evidenziato un miglioramento degli atteggiamenti amorosi positivi. L’intervento risulta favorire una maggiore consapevolezza e connessione emotiva tra i partner, migliorando la qualità della relazione (Daei Jafari, M. R., Aghaei, A., & Rashidi Rad, M. (2020). Existential Humanistic Therapy with Couples and its Effect on Meaning of Life and Love Attitudes. The American Journal of Family Therapy.). 

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7. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: TERAPIA CENTRATA SULLA PERSONA. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

L’approccio della terapia basata sul cliente risulta facilitare un processo di autovalutazione autentica e senza pregiudizi nel cliente. Questo approccio appare basarsi sull’assunto che il cliente, se messo nelle giuste condizioni, sia capace di trovare autonomamente soluzioni efficaci ai propri problemi, sviluppando maggiore autonomia e consapevolezza delle proprie scelte (Snyder, W. U. (1945). An Investigation of the Nature of Non-Directive Psychotherapy. The Journal of General Psychology, 33(2), 193-223. doi: 10.1080/00221309.1945.10544506). 

Un follow-up a 12 anni risulta aver mostrato miglioramenti in pazienti sottoposti a interventi basati sulla terapia centrata sul cliente, soprattutto su alcune dimensioni come l’umore e la promozione di una maggiore estroversione e apertura emotiva (Meyer, A.-E., Stuhr, U., Wirth, U., & Rüster, P. (1988). 12-Year Follow-Up Study of the Hamburg Short Psychotherapy Experiment. Psychotherapy and Psychosomatics, 50, 192-200).​ 

Sembra che le persone sottoposte a interventi con l’approccio della terapia basata sul cliente riportano livelli alti di soddisfazione, indicando che l’elemento relazionale ed empatico potrebbe giocare un ruolo chiave dell’efficacia percepita del trattamento (Friedli, K., King, M. B., Lloyd, M., & Horder, J. (1997). Randomised controlled assessment of non-directive psychotherapy versus routine general-practitioner care. The Lancet, 350(9092), 1662–1665).​​ 

Pare che, nell’applicazione di questo approccio, difficoltà come una scarsa capacità di elaborazione emotiva, narrazioni povere o una bassa sintonizzazione empatica da parte del terapeuta possano ostacolare i progressi terapeutici, portando a resistenze, lentezza nei cambiamenti o peggioramento dei sintomi (Watson, J. C. (2011). Treatment Failure in Humanistic and Experiential Psychotherapy. Journal of Clinical Psychology: In Session, 67(11), 1117–1128. doi: 10.1002/jclp.20849).​ 

L’approccio della terapia basata sul cliente risulta essere efficace nel promuovere cambiamenti positivi nella personalità. Pare che questo avvenga attraverso un clima terapeutico basato su accettazione incondizionata, empatia e autenticità, che facilita l’autoriflessione e la crescita personale del cliente (Haimowitz, N. R., & Haimowitz, M. L. (1952). Personality changes in client-centered therapy. In W. Wolff & J. A. Precker (Eds.), Personality monographs, Vol. 3. Success in psychotherapy (pp. 63–93). Grune & Stratton). 

 

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6. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: SISTEMICO RELAZIONALE. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

L’approccio sistemico risulta essere associato al miglioramento di diverse situazioni cliniche, questo avviene attraverso il potenziamento delle risorse personali e familiari, la co-creazione di nuovi modelli di comportamento e significato e il miglioramento delle relazioni interpersonali (Von Sydow, K., Beher, S., Schweitzer, J., & Retzlaff, R. (2010). The Efficacy of Systemic Therapy With Adult Patients: A Meta-Content Analysis of 38 Randomized Controlled Trials. Family Process, 49(4), 457–485). 

L’approccio sistemico relazionale risulta produrre risultati positivi sulla crescita personale degli psicologi che la studiano. Pare che sviluppi una maggiore consapevolezza relazionale, miglioramento nelle relazioni personali e professionali e acquisizione di maggiore empatia e compassione. I risultati sono attribuiti a cinque fattori chiave, tra cui esperienze personali sfidanti con i clienti, supervisori esperti e spazi di supervisione sicuri (Rhodes, P., Nge, C., Wallis, A., & Hunt, C. (2011). Learning and Living Systemic: Exploring the Personal Effects of Family Therapy Training. Contemporary Family Therapy, 33, 335–347). 

L’approccio sistemico è risultato efficace nel ridurre le emozioni espresse e nell’aumentare i livelli di calore emotivo nei membri della famiglia durante il processo terapeutico (Vostanis, P., Burnham, J., & Harris, Q. (1992). Changes of Expressed Emotion in Systemic Family Therapy. Journal of Family Therapy, 14, 15–27). 

L’intervento sistemico nell’infanzia risulta generare miglioramenti significativi nelle relazioni genitore-bambino, appare ridurre la possibilità che si formi un attaccamento disorganizzato e migliora la sicurezza emotiva del bambino (Carr, A. (2020). Evidence for the Efficacy and Effectiveness of Systemic Family Therapy. In The Handbook of Systemic Family Therapy, Vol.1. John Wiley & Sons)​. 

Nei casi di un’educazione su minori basata sulle punizioni fisiche, questo approccio risulta ridurre significativamente la ricorrenza di azioni violente e migliora il funzionamento familiare complessivo. Ciò appare avvenire attraverso il rafforzamento della relazioni genitore-figlio, riducendo lo stress genitoriale e promuovendo pratiche disciplinari positive (Carr, A. (2020). Evidence for the Efficacy and Effectiveness of Systemic Family Therapy. In The Handbook of Systemic Family Therapy, Vol.1. John Wiley & Sons)​. 

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5. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: GESTALT. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

L’approccio terapeutico della Gestalt si è dimostrato efficace nel migliorare il benessere psicologico, la salute psicosociale e l’empowerment (Kaisler, R. E., Fede, M., Diltsch, U., Probst, T., & Schäfer, Y. (2023). Common mental disorders in Gestalt therapy treatment: a multiple case study comparing patients with moderate and low integrated personality structures. Frontiers in Psychology, 14:1304726. ). 

Pare inoltre che, l’aderenza ai principi chiave della Terapia della Gestalt, sia un fattore cruciale per ottenere risultati positivi nei trattamenti, garantendo che sia applicata in modo autentico ed efficace, centrato sulla relazione, l’esperienza presente e l’integrazione mente-corpo​ (Fogarty, M., Bhar, S., & Theiler, S. (2019). Development and validation of the Gestalt Therapy fidelity scale. Psychotherapy Research. ). 

Sembra che l’approccio gestaltico sia efficace per affrontare le difficoltà relazionali e i blocchi comunicativi nelle coppie con disfunzioni sessuali. Attraverso tecniche basate sul lavoro sui sogni e le metafore corporee, la terapia facilita la sperimentazione di nuove modalità di interazione, migliorando la consapevolezza corporea ed emotiva dei partner e promuove una comunicazione più autentica. (Mosher DL. The gestalt experiment in sex therapy. J Sex Marital Ther. 1979;5(2):117-133. doi: 10.1080/00926237908403723). 

Pare che la terapia di gruppo Gestalt favorisca una maggiore consapevolezza individuale e collettiva, migliorando la dinamica intrapersonale, interpersonale e sistemica dei partecipanti. Attraverso il modello di Cleveland, l’approccio si concentra sulla costruzione di relazioni autentiche e sulla regolazione delle dinamiche di dipendenza e autonomia all’interno del gruppo. (Harman RL. Recent Developments in Gestalt Group Therapy. Int J Group Psychother. 1984;34(3):473-483. doi: 10.1080/00207284.1984.11491397). 

Sembra che la tecnica della sedia vuota utilizzata nella terapia della Gestalt sia efficace per risolvere emozioni irrisolte con figure significative. Questa tecnica facilita l’accesso e la rielaborazione di emozioni bloccate, migliorando la percezione di sé e dell’altro e riducendo il disagio psicologico. I benefici ottenuti risultano essere mantenuti nel tempo, supportando l’efficacia a lungo termine dell’approccio terapeutico (Paivio SC, Greenberg LS. Resolving “Unfinished Business”: Efficacy of Experiential Therapy Using Empty-Chair Dialogue. J Consult Clin Psychol. 1995;63(3):419-425. doi: 10.1037/0022-006X.63.3.419). 

 

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4. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: BIOFUNZIONALE CORPOREO. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

Pare che un approccio biofunzionale corporeo possa mostrare miglioramenti significativi in vari indici di benessere psicologico e fisiologico, come la riduzione della tensione muscolare, la diminuzione della frequenza cardiaca e l’aumento della variabilità della frequenza cardiaca. Inoltre appare migliorare l’assertività, l’auto-affermazione, lo sviluppo dei confini intrapsichici e relazionali, il radicamento, l’auto-referenzialità, l’accettazione e il sostegno, e la cura di sé. (Comacchio, A., Bounous, M., Gianoli, E., Miatto, E., Perotti, L., Rizza, V., & Bolzan, M. (2018). L’Analisi Funzionale nella promozione del benessere. Primi risultati di un approccio sperimentale. International Journal of Psychological Studies, 8(4), 51-59). 

Negli ultimi dieci anni, risulta esserci stata una crescente consapevolezza della connessione tra mente e corpo in psicologia. Lavorare direttamente con il corpo e utilizzare il movimento risulta aver mostrato risultati promettenti nei bambini, sia quelli con funzionamento normale che quelli con sfide di sviluppo, in aree come la lettura, l’equilibrio e la coordinazione (Goddard Blythe, S. (2005). Releasing educational potential through movement: A summary of individual studies carried out using the INPP test battery and developmental exercise programme for use in schools with children with special needs. Child Care In Practice, 11(4), 415-432). 

L’approccio biofunzionale corporeo appare essersi dimostrato un modo efficace per ripristinare l’equilibrio emotivo, la connessione mente-corpo, affrontare le risposte al trauma, l’autoregolazione e l’interiorizzazione del locus of control riguardo alla reattività emotiva. Queste caratteristiche risultano essere  particolarmente utili nel trattamento delle dipendenze  (Powers, E. (2017). Clinician Experience with Addiction Treatment: Implications for Body Psychotherapy in Relapse Prevention. International Body Psychotherapy Journal: The Art and Science of Somatic Praxis, 16, Student Supplement, Summer 2017, Online. © Author and USABP/EABP. Reprints and permissions secretariat@eabp.org). 

L’approccio biofunzionale corporeo risulta poter supportare i genitori con figli neonati, facilitando la creazione di legami di attaccamento sicuri attraverso tecniche che includono il contatto fisico e la consapevolezza corporea. (Harms, T. (2023). Parent-infant body psychotherapy between trauma and attachment (E. Marshall, Trad.). Emotionelle Erste Hilfe. ) 

Un approccio olistico biofunzionale corporeo lavora sull’integrazione mente e corpo per affrontare traumi e schemi emotivi repressi. Tecniche somatiche e corporee, risultano facilitare l’accesso a memorie preverbali. I risultati di alcuni studi mostrano trasformazioni personali profonde, migliorando autoregolazione e benessere emotivo (Davis, W. (2012). In Support of Body Psychotherapy. International Body Psychotherapy Journal: The Art and Science of Somatic Praxis, 11(2), 59–73). 

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3. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: ANALISI TRANSAZIONALE. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

L’insegnamento dei fondamenti dell’analisi transazionale è in grado di migliorare  la comunicazione dei farmacisti per poter gestire le interazioni in modo più professionale ed empatico con i propri pazienti. Sembra che questo avvenga apprendendo l’importanza di utilizzare maggiori segnali di interazione adulto-adulto, essenziali per instaurare una comunicazione efficace e rispettosa. (Lawrence L. Applying transactional analysis and personality assessment to improve patient counseling and communication skills. Am J Pharm Educ. 2007 Aug 15;71(4):81. doi: 10.5688/aj710481. PMID: 17786269; PMCID: PMC1959225). 

L’analisi transazionale è in grado di essere utilizzata per aiutare studenti delle scuole superiori con problemi di adattamento sociale. Pare sia possibile mitigare le difficoltà su aspetti disciplinari, sull’assenteismo cronico e sui conflitti costanti con insegnanti e compagni. (Erskine, R. G., & Maisenbacher, J. (1975). The Effects of a TA Class on Socially Maladjusted High School Students. Transactional Analysis Journal, 5(3), 252-254). 

Un intervento utilizzando il modello dell’analisi transazionale è in grado di essere efficace nel rafforzare l’autostima di studenti di scuole medie, con miglioramenti significativi in tre aspetti: impegno, autovalutazione e apprendimento dall’esperienza. (The Effectiveness of Transactional Analysis Counseling to Increase Self Esteem. (2018). International Journal of Scientific Research and Management (IJSRM), 6(04), EL-2018). 

Un intervento di gruppo attraverso questo approccio e la tecnica del self-reparenting è in grado di portare a sviluppare competenze per migliorare l’autostima, l’autoefficacia e l’auto-realizzazione (Wissink, L. M. (1994). A Validation of Transactional Analysis in Increasing Self-Esteem among Participants in a Self-Reparenting Program. Transactional Analysis Journal, 24(3), 189-196). 

Pare che, su studenti di scuola superiore, un programma di intervento basato sull’analisi transazionale possa migliorare significativamente la regolazione delle emozioni dei minori partecipanti. Sembra che a questo tipo di intervento sia associato un aumento delle strategie di regolazione emotiva e una diminuzione delle strategie disfunzionali come la repressione emotiva, la ruminazione, l’evitamento e un’eccessiva autocritica (Keshavarzi, S., Azar, E. F., Mirnasab, M. M., & Badri, R. (2016). Effects of a Transactional Analysis Program on Adolescents’ Emotion Regulation. International Journal of Psychological Studies, 8(4), 51-59. DOI: 10.5539/ijps.v8n4p51). 

Sembra che l’analisi transazionale possa migliorare il concetto di sé, l’adattamento sociale e la media dei voti negli studenti. Pare che gli studenti che lavorano su di sé attraverso l’approccio dell’analisi transazionale possano registrare miglioramenti significativi in tutte e tre le aree, indipendentemente dal loro livello di QI (Woodward, R. B. (1975). The Effects of Transactional Analysis on the Self-Concepts, Social Adjustment, and Grade Point Averages of Intellectually Advantaged, Intellectually Normal, and Intellectually Disadvantaged Sixth Grade Students. Transactional Analysis Journal, 5(3), 252-254). 

 

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2. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: COGNITIVO COMPORTAMENTALE. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

Sembra che l’approccio cognitivo-comportamentale (CBT) possa essere supportato attraverso app sullo smartphone. Il supporto costante e un ambiente accessibile tramite tecnologia digitale, risulta favorire l’aderenza al trattamento e migliorare il benessere dei pazienti, offrendo un intervento efficace anche a distanza ​(Wilhelm, S., Weingarden, H., Greenberg, J. L., Hoeppner, S. S., Snorrason, I., Bernstein, E. E., … & Harrison, O. T. (2022). Efficacy of App-Based Cognitive Behavioral Therapy for Body Dysmorphic Disorder with Coach Support: Initial Randomized Controlled Clinical Trial. Psychotherapy and Psychosomatics, 91(4), 277–285. https://doi.org/10.1159/000524628). 

L’approccio cognitivo-comportamentale per il trattamento dell’insonnia risulta migliorare significativamente la qualità del sonno. L’efficacia di questo approccio risulta derivare non solo dalle tecniche specifiche, ma anche dai fattori comuni agli altri approcci (Ho, F. Y. Y., Chung, K. F., Yeung, W. F., Ng, T. H., Kwan, K. S., Yung, K. P., … & Cheng, S. K. (2014). Weekly brief phone support in self-help cognitive behavioral therapy for insomnia disorder: Relevance to adherence and efficacy. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 82(3), 428–438. https://doi.org/10.1037/a0036355). 

L’approccio cognitivo-comportamentale appare essere efficace nel ridurre l’affaticamento nei pazienti oncologici. Tra le tecniche più utili emergono: la ristrutturazione cognitiva e le tecniche di problem-solving (Sheikhzadeh, M., Zanjani, Z., & Baari, A. (2021). Efficacy of Mindfulness-Based Cognitive Therapy and Cognitive Behavioral Therapy for Anxiety, Depression, and Fatigue in Cancer Patients: A Randomized Clinical Trial. Iranian Journal of Psychiatry, 16(3), 271–280). 

L’approccio cognitivo-comportamentale si mostra essere efficace anche nel trattamento dell’affaticamento cronico post-COVID-19. In questo tipo di intervento risulta essere particolarmente importante la gestione dei pensieri disfunzionali e l’organizzazione delle attività quotidiane (Kuut, T. A., Müller, F., Csorba, I., Braamse, A., Aldenkamp, A., Appelman, B., … & Knoop, H. (2023). Efficacy of Cognitive-Behavioral Therapy Targeting Severe Fatigue Following Coronavirus Disease 2019: Results of a Randomized Controlled Trial. Clinical Infectious Diseases, 77(5), 687–695. 

Pare che se l’approccio cognitivo-comportamentale utilizza contenuti di carattere religioso con pazienti religiosi, l’intervento possa essere particolarmente efficace. Questo risulta suggerire che l’adattamento della terapia al contesto culturale e valoriale del paziente è in grado di migliorare gli esiti terapeutici (Propst, L. R., Ostrom, R., Watkins, P., Dean, T., & Mashburn, D. (1992). Comparative efficacy of religious and nonreligious cognitive-behavioral therapy for the treatment of clinical depression in religious individuals. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 60(1), 94–103. https://doi.org/10.1037/0022-006X.60.1.94). 

Sembra che l’approccio della terapia cognitivo-comportamentale aiuti nella riduzione dei pensieri disfunzionali, un fattore chiave nella gestione dell’umore (Cristea, I. A., Huibers, M. J. H., David, D., Hollon, S. D., Andersson, G., & Cuijpers, P. (2015). The effects of cognitive behavioral therapy on dysfunctional thinking in depression: A meta-analysis. Clinical Psychology Review, 42, 62–71. https://doi.org/10.1016/j.cpr.2015.07.002). 

Pare che l’approccio CBT, così come la Mindfulness-Based Cognitive Therapy siano ambedue efficaci in interventi con pazienti oncologici. Questo perché risulta che forniscono strumenti concreti per gestire i pensieri negativi ricorrenti, promuovendo comportamenti più adattivi. Inoltre mostrano risultati significativi nel ridurre l’affaticamento cronico e nell’aumentare la consapevolezza emotiva nei pazienti ​(Sheikhzadeh, M., Zanjani, Z., & Baari, A. (2021). Efficacy of Mindfulness-Based Cognitive Therapy and Cognitive Behavioral Therapy for Anxiety, Depression, and Fatigue in Cancer Patients: A Randomized Clinical Trial. Iranian Journal of Psychiatry, 16(3), 271–280). 

Un approccio cognitivo comportamentale risulta essere un trattamento efficace per intervenire sui pensieri automatici negativi e sui comportamenti maladattivi. Tecniche specifiche, come la ristrutturazione cognitiva e l’esposizione graduale, appaiono strumenti potenti per affrontare i sintomi dei pazienti (Kazantzis, N., Whittington, C., & Dattilio, F. M. (2018). Meta-Analysis of the Effects of Cognitive Behavioral Therapy on Dysfunctional Thinking in Depression and Anxiety Disorders. Clinical Psychology Review, 63, 67–79. ). 

Pare che la terapia cognitivo-comportamentale possa migliorare la regolazione emotiva nei bambini con disturbo dello spettro autistico. Sembra possa favorire lo sviluppo di strategie pratiche per affrontare situazioni emotive difficili, migliorando anche le interazioni sociali e la qualità della vita (Weiss, G. A., Burnham Riosa, P., Albaum, C., Chan, V., Maughan, A., Tablon, P., & Black, K. (2018). A randomized waitlist-controlled trial of cognitive behavior therapy to improve emotion regulation in children with autism. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 59(11), 1180–1191. ). 

Un approccio alla terapia cognitivo-comportamentale risulta permettere di ridurre la gravità dei tic nei giovani con la sindrome di Tourette. L’inibizione e lo switching si mostrano come predittori significativi per il successo terapeutico (McGuire, J. F., Sturm, A., Ricketts, E. J., Montalbano, G. E., Chang, S., Loo, S. K., Woods, D. W., McCracken, J., & Piacentini, J. (2021). Cognitive control processes in behavior therapy for youth with Tourette’s disorder. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 62(7), 824–834. https://doi.org/10.1111/jcpp.13470). 

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1. Studi sull’efficacia di vari approcci e tecniche psicologiche in diversi ambiti applicativi: PSICODINAMICA. Giuseppe Cinieri e Simona Delli Santi

 

PSICODINAMICA 

Uno studio condotto in Svezia, risulta aver dimostrato una crescita del benessere individuale e una riduzione della sintomatologia iniziale anche a 3 anni dalla conclusione di un percorso affrontato con un approccio psicodinamico (Sandell R, Blomberg J, Lazar A, Carlsson J, Broberg J, Schubert J. Varieties of long-term outcome among patients in psychoanalysis and long-term psychotherapy. A review of findings in the Stockholm Outcome of Psychoanalysis and Psychotherapy Project (STOPP). Int. J. Psychoanal. 2000; 81(5): 921–942). 

Sembra che percorsi intrapresi con psicologi con approcci psicoanalitici/psicodinamici migliorino significativamente l’umore nei loro pazienti già nel primo anno (Knekt P. Randomized trial on the effectiveness of long-and short-term psychodynamic psychotherapy and solution-focused therapy on psychiatric symptoms during a 3-year follow-up. Psychol. Med. 2008; 38(5):689–703). 

Alcuni studi risultano determinare che l’approccio psicodinamico possa avere una maggiore efficacia in situazioni psichiche complesse come nel caso di disturbi di personalità, depressivi, d’ansia cronica e in casi di compresenza di diagnosi. La discriminante fondamentale risulta essere la durata, che è maggiore rispetto ad altri quadri teorici in cui è in grado di essere definito un tempo più breve per l’intervento (Leichsenring F, Rabung S. Effectiveness of long-term psychodynamic psychotherapy: a meta-analysis. JAMA. 2008 Oct 1;300(13):1551-65. doi: 10.1001/jama.300.13.1551. PMID: 18827212). 

Sembra che si possa associare, ad un percorso basato su un approccio psicoanalitico, sia una diminuzione dell’utilizzo di prestazioni mediche a pagamento che una maggiore produttività sul lavoro. Questi risultati potrebbero essere identificati già dai primi momenti del percorso, per poi stabilizzarsi nel lungo periodo. Non è possibile stabilire se i costi investiti possano essere recuperati nel tempo, ma risultano esserci comunque dei benefici sul piano economico (Berghout CC, Zevalkink J, Hakkaart-Van Roijen L. The effects of long-term psychoanalytic treatment on healthcare utilization and work impairment and their associated costs. J Psychiatr Pract. 2010 Jul;16(4):209-16. doi: 10.1097/01.pra.0000386907.99536.75. PMID: 20644356.). 

Durante la pandemia di Covid-19, molti psicologi hanno affrontato una rapida transizione verso il mondo digitale. Uno studio ha esplorato le esperienze di diversi psicologi che utilizzano l’approccio psicodinamico/psicoanalitico. Pare che l’efficacia di questo approccio sia totalmente preservato negli interventi online ( Aafjes-van Doorn K, Békés V, Prout TA, Hoffman L. Practicing Online During COVID-19: Psychodynamic and Psychoanalytic Therapists’ Experiences. Journal of the American Psychoanalytic Association. 2022 Aug;70(4):665-694. DOI: 10.1177/00030651221114053. PMID: 36047620). 

Uno studio risulta dimostrare una buona efficacia dell’approccio psicodinamico negli interventi sulle coppie, definendo una buona riuscita dei percorsi con una media di 40 sedute (Andrew Balfour; Monica Lanman (2012). An evaluation of time-limited psychodynamic psychotherapy for couples: A pilot study. , 85(3), 0–0. doi:10.1111/j.2044-8341.2011.02030.x). 

Per quanto riguarda gli studi sull’efficacia in interventi su bambini e adolescenti, emerge che l’approccio psicodinamico possa essere più funzionale nei problemi internalizzanti piuttosto che in quelli esternalizzanti e che i bambini più piccoli hanno maggiori probabilità di mostrare una risposta più ampia al trattamento (Midgley N, Mortimer R, Cirasola A, Batra P, Kennedy E. The Evidence-Base for Psychodynamic Psychotherapy With Children and Adolescents: A Narrative Synthesis. Front Psychol. 2021 Apr 27;12:662671. doi: 10.3389/fpsyg.2021.662671. PMID: 33986713; PMCID: PMC8110733). 

L’approccio psicodinamico in interventi di gruppo risulta poter migliorare il benessere individuale in un ampio ventaglio di situazioni. Pare si possa riscontrare un aumento dell’autostima, un generico miglioramento nel funzionamento individuale e una crescita del benessere psicologico (Gallagher ME, Tasca GA, Ritchie K, Balfour L, Maxwell H, Bissada H. Interpersonal learning is associated with improved self-esteem in group psychotherapy for women with binge eating disorder. Psychotherapy (Chic). 2014 Mar;51(1):66-77. doi: 10.1037/a0031098. Epub 2013 Feb 11. PMID: 23398038). 

Inoltre, alcuni studi risultano dimostrare l’efficacia dei gruppi, che utilizzano questo approccio, anche online (Wajda Z, Kapinos-Gorczyca A, Lizińczyk S, Sitnik-Warchulska K, Izydorczyk B. Online group psychodynamic psychotherapy-The effectiveness and role of attachment-The results of a short study. Front Psychiatry. 2022 Jul 28;13:798991. doi: 10.3389/fpsyt.2022.798991. PMID: 35966467; PMCID: PMC9366464). 

Sembra che, nonostante ci sia una lunga storia nella psicodinamica per quanto riguarda gli interventi sull’autismo, ad oggi si faccia maggiore affidamento su altri approcci. Si è in grado di, invece, immaginare che attraverso l’approccio psicodinamico si possano raggiungere ottimi risultati. La psicodinamica è in grado di infatti intervenire riproducendo in maniera simbolica la relazione madre-bambino e sviluppare una buona simbolizzazione primaria in persone con autismo (Luongo, M. (2021). The psychodynamic approach to understanding and treating autism. Phenomena Journal – International Journal of Psychopathology, Neuroscience and Psychotherapy, 3(2), 116–130. https://doi.org/10.32069/PJ.2021.2.133 ). 

Una tecnica che appare poter essere utilizzata molto positivamente con l’approccio psicodinamico è il Training Autogeno, questo perché condividono radici teoriche comuni, per quanto col tempo abbiano avuto un diverso sviluppo tecnico. Sembra che la tecnica del T.A. possa essere utile all’approccio per quanto concerne la neutralizzazione di esperienze emotive traumatiche e la progressiva riorganizzazione delle strutture psichiche (The Body in Psychotherapy. Guimón J. Int. Congress Geneva 1996. Basel, Karger, 1997, pp 176-181). 

 

 

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(N)Consenso informato: percorso individuale, di coppia, di gruppo, minori

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