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20.Bambini ad alto contatto. Sara Anderlini

1 mese ago · · 0 comments

20.Bambini ad alto contatto. Sara Anderlini

Genitori dalla nascita: dal giorno zero all’adolescenza.
Psicoeducazione e supporto alla genitorialità.


Nuova Rubrica a cura di Anderlini Sara, Pellegrino Paola, Virgilio Noemi, per Scuola di Psicologia di Francesca Di Donato.
Per seguirle sui canali social vai qui 1.Rubrica “Genitori dalla nascita: dal giorno zero all’adolescenza.” Psicoeducazione e supporto alla genitorialità – Scuola di Psicologia

Bambini ad alto contatto di Sara Anderlini

Il contatto è un bisogno primordiale di ogni essere umano e per alto contatto si intende un’accentuazione di questo bisogno. I bambini ad alto contatto hanno una reale necessità di vicinanza e contenimento. Molto spesso saranno bambini che preferiranno di gran lunga le braccia di mamma e papà piuttosto che culle, passeggini, sdraiette, ed è assolutamente fisiologico, per quanto a volte faticoso. Non aiutano i genitori i pregiudizi legati all’accudimento di un bambino. Alcuni retaggi culturali ci portano a pensare che assecondare i bisogni di vicinanza dei neonati possa portarli ad “abituarsi”, a “prendere il vizio” e a sviluppare minore indipendenza. In realtà un accudimento ad alto contatto, quando è in linea con il bisogno del bambino, permette al bambino di sentirsi accolto e ad acquisire gradualmente maggiore sicurezza e porterà con sé un bagaglio di fiducia in sé stesso e negli altri.

Questo bisogno sarà più accentuato in alcuni periodi piuttosto che in altri, per esempio, malesseri, regressioni del sonno, cambiamenti, nuovi stimoli o eccesso di stimoli. Sapere questo può aiutare il genitore a normalizzare dentro di sé sia le richieste del bambino, sia la fatica che questo genera. Ciò che in caso di alto contatto può rivelarsi molto funzionale, nell’accogliere questa necessità, è la nanna a contatto (secondo le linee guida per il badsharing sicuro), e durante la giornata una fascia o un marsupio che da un senso di contenimento al bambino, che si trova in braccio, ma al contempo permette al genitore di avere le mani libere per poter continuare le normali attività quotidiane o dedicarsi ad attività rilassanti che permettano di rigenerarsi.

Ricordiamoci che la protezione, il contenimento, la sicurezza che sperimenteranno nei primi mesi ed anni della loro vita diventerà il loro bagaglio di esperienze positive che li renderà indipendenti nel momento in cui saranno pronti ad esserlo.


Simbolismo dell’illustrazione a cura di Francesca Di Donato, psicologa.
Illustrazione di Mirella Farchica, illustratrice.

Il nido è la base sicura da cui tutto ha inizio, quel luogo dove sapere di poter tornare ogni volta che si ha voglia o bisogno di accoglienza, calore, contenimento, appartenenza. L’uovo schiuso è il giorno zero, momento esatto in cui ci si apre al mondo con la nascita.
L’uccello che spicca il volo è la persona che attraversa quella fase fondamentale di sperimentazione verso se stessa e verso l’ambiente esterno e che muove i primi tentativi di volo in direzione di ciò che nel tempo sceglierà di essere e verso il mondo che sceglierà di vivere. Le farfalle, simbolo di trasformazione, hanno anche lo scopo di sottolineare quando una buona crescita favorisce anche una sana integrazione con ciò che è diverso da sé.
La loro presenza sottolinea inoltre il diritto di un figlio di essere tutt’altro (un uccello) dai genitori (farfalle) che lo hanno messo al mondo.
Le foglioline intorno al nido indicano qual qualcosa che può crescere solo in presenza di sole e acqua come nutrimento, letto in chiave archetipica della buona integrazione tra maschile e femminile psichico necessario in ciascuno di noi.

 

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Francesca Di Donato - Psicologa

Francesca Di Donato - Psicologa

Psicologia clinica, dinamica e della salute - percorsi individuali, di coppia e in gruppo: in presenza e online
Formatore e Supervisore: in presenza e online

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